Biancostato in slow cooker
Cerchi una ricetta facile, economica e goduriosa per il pranzo della domenica? Il biancostato in slow cooker fa al caso tuo. Che aspetti a provarlo?

NB: mi piace dialogare con i miei lettori. Usa i commenti per dirmi che ne pensi della ricetta o per chiedermi spiegazioni se non ti è chiaro qualcosa 😉
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Biancostato in slow cooker
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Ingredienti
- 2-3 kg biancostato
- olio
- aglio in polvere q.b.
- rosmarino q.b.
- sale q.b.
- pepe q.b.
Istruzioni
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- Togli la pleura. Incidi un angolo e tirala verso di te aiutandoti con carta assorbente per non farla scivolare.Rimuovi il grasso più compatto.

- Ungi la carne. Macina abbondante sale e pepe. Aggiungi aglio in polvere. Unisci un po’ di rosmarino. Gira la carne e fai lo stesso anche dagli altri lati.

Trasferisci il biancostato nella slow cooker (ti consiglio questa) e appoggiala sulle ossa. Cuoci per 8-9 ore in modalità Low.

- Al termine della cottura trasferisci la carne in una pirofila. Rosola la superficie in forno a 200 °C per circa 20 minuti. I liquidi rilasciati non buttarli ma raccoglili e usali per mantenere la carne umida in forno.

- Sforna il biancostato.

Trasferiscilo in un tagliere e taglialo a pezzi. Buon appetito!

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Video ricetta
Note
Consigli
Non cercare di accorciare la cottura. Il biancostato è un taglio che necessita di molto tempo per diventare tenero.
Varianti e alternative
Puoi sostituire le spezie con altre di tuo gusto. Nella cucina americana normalmente si usano sale, pepe e aglio… Personalmente aggiungo anche il rosmarino perchè trovo che ci stia magnificamente.
Conservazione
Il biancostato cotto nella slow cooker si conserva in frigorifero in un contenitore ermetico per un paio di giorni. Quando lo conservi ricordati di mettere da parte anche i liquidi che ha rilasciato, ti aiuteranno a mantenerlo umido quando andrai a riscaldarlo.
Che vino abbinare
Abbiamo un piatto molto strutturato dove i grassi e la succulenza non mancano. L’abbinamento ideale è un rosso di struttura adeguata da tenere testa al piatto e con un minimo di tannini per contrastare l’elevata succulenza. Personalmente stapperei una bottiglia di Chianti Classico.


