Chele di granciporro in casseruola con burro, aglio e prezzemolo

Le chele di granciporro in casseruola con burro aglio e prezzemolo sono un secondo piatto di pesce tipico della cucina veneziana.

Il piacere di mangiare il granciporro con le mani

Ogni persona ha le sue ricette del cuore. Se guardo alle mie, devo dire che sono quasi tutte a base di crostacei e molluschi. Fino a questo momento nel blog ne avevo postate solamente due: gli spaghetti alle vongole e i gamberoni alla griglia. Piatti che, pur nella loro semplicità, sono quelli che mi riportano alla mente la cucina di casa mia.

La cosa che accomuna tutti i piatti cui sono più affezionato, è il fatto che si mangiano con le mani. Nella cucina veneta di mare bisogna dire che questo genere di ricette non mancano. Una delle più buone è quella del granciporro alla veneziana con il rosmarino. Questo crostaceo (Cancer pagurus), che qui in Veneto chiamiamo gransiporo o gransoporo, ha un sapore che è la fine del mondo. Mi stupisce che sia così poco diffuso nel resto della penisola italiana.

Come ogni cosa buona, per arrivare al godimento bisogna impegnarsi un po’. A differenza della granseola, mangiare un granciporro con con coltello e forchetta è praticamente impossibile. Le carni sono infatti ben inglobate in lamelle di cartillagine e la cosa più facile da mangiare sono le chele. Come diciamo dalle mie parti, il granciporro bisogna “curarlo” con le mani (aiutandosi con apposite forchettine per crostacei o eventualmente stuzzicadenti).

Si può comunque arrivare a un compromesso. Compromesso che nel mio caso è arrivato per caso, guardando dentro i banchi del negozio di surgelati dal quale mi rifornisco. Ho scoperto che esistono i sacchetti di chele di granchio surgelate e precotte. Queste sollevano dall’incombenza di pulire il granciporro appena bollito. Sono altrettanto saporite, hanno più carne e sono più facili da mangiare. Certo, le mani dovrete usarle comunque (e anche le pinze per rompere le chele), ma molto meno rispetto al piatto più famoso.

Vediamo quindi come cucinare le chele di granciporro precotte e congelate. Premetto che non le farò alla veneziana. Quella ricetta preferisco destinarla al crostaceo intero. Preparerò invece le chele di granciporro in casseruola con burro, aglio e prezzemolo. Ovvero il modo in cui mia mamma è solita cucinare il granchio. E già questo è una garanzia!

Bollire il granciporro congelato

Al pari della ricetta del granciporro alla veneziana, bolliremo le chele in una pentola d’acqua arricchita da diversi aromi.

Preparazione soffritto per cucinare le chele di granchio surgelate

Sciogliere burro in casseruola per cucinare il granciporro

Burro e olio sono utilizzati nelle medesime quantità.

Cottura del granciporro con burro aglio e prezzemolo

Rompere le chele di gransiporo con lo schiaccianoci e trasferirle nella casseruola con gli aromi. L’olio del soffritto ed il prezzemolo aderiranno alle carni e al guscio. Il burro serve a far aderire meglio il condimento.

Chele di granciporro in casseruola

Servire le chele di gransoporo direttamente in tavola nella pentola. Rimarranno così al caldo mentre le si mangia (con le mani e con pasienza).

Chele di gransoporo o gransiporo con burro aglio e prezzemolo

Non dimenticatevi di dotare ogni commensale di pinze e forchette per crostacei.

Chele di granciporro in casseruola
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Chele di granciporro in casseruola con burro, aglio e prezzemolo

Il granciporro è un ingrediente tipico della cucina veneziana. In questa ricetta ne prepareremo le chele che si trovano in vendita precotte e surgelate.

Piatto Secondi
Cucina Italiana
Preparazione 10 minuti
Cottura 10 minuti
Tempo totale 20 minuti
Porzioni 2

Ingredienti

  • 10 chele di granchio precotte surgelate
  • 2-3 foglie alloro
  • 1 mazzetto rosmarino
  • 1 mazzetto prezzemolo
  • 3-4 spicchi aglio
  • 1 bicchiere vino bianco
  • olio evo q.b.
  • burro q.b.

Istruzioni

  1. Scongelare le chele di granchio precotte e preparare un trito di prezzemolo.

  2. Portare a bollore una pentola d'acqua aromatizzata con qualche foglia di alloro, un paio di rametti di rosmarino e un bicchiere di vino bianco.

  3. In attesa che l'acqua vada a bollore, soffriggere qualche spicchio d'aglio in una casseruola. Abbassare la fiamma e aggiungere 4-5 noci di burro. Appena il burro si scioglie spegnere il fuoco, amalgamarlo all'olio e aggiungere il trito di prezzemolo.

  4. Appena l'acqua arriva a bollore immergervi le chele di granchio. Lasciarle nella pentola qualche minuto (fino a che l'acqua non riprende a bollire vigorosamente).

  5. Scolare le chele e romperle grossolanamente con una pinza per crostracei o con uno schiaccianoci. Trasferirle nella casseruola e mescolare accuratamente a fuoco basso per far aderire gli aromi (olio del soffritto, burro e prezzemolo).

  6. Servire in tavola direttamente nella pentola dotando ogni commensale di una pinza e una forchettina per crostacei. Buon appetito!

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5 Risposte

  1. Agnese ha detto:

    Ottimo e semplice

    • Gianni ha detto:

      Tutto il buono del gransiporo (quasi tutto per la verità, perché mancherebbe il corallo che insaporisce molto) con pochissima fatica. Ne ho sempre un sacchetto in congelatore per quando si ha voglia di qualcosa di sfizioso ma non si ha il tempo e la voglia per prepararlo 🙂

  2. Segreteria Ironica ha detto:

    Non sapevo nemmeno che cos’era, è vero nel resto della penisola non è molto conosciuto. Ora però lo cercherò anche io nei surgelati dove mi rifornisco. Gianni ormai sei un must per me!! Bravo bravo bravo!

    • Gianni ha detto:

      Ti dirò, pur essendo un pilastro della cucina veneziana, il gransoporo non è molto conosciuto neanche dalle nuove generazioni venete. Il fatto che sia impossibile da mangiare con coltello e forchetta fa si che pochissimi ristoranti lo propongano (non è molto in linea col genere di cucina di moda oggi). Nella mia zona conosco solamente un paio di ristoranti (decisamente costosi e specializzati in cucina di pesce) che lo hanno in menù. Quindi, o hai la fortuna di esser cresciuto in una famiglia in cui lo si mangia regolarmente, o difficilmente ti improvvisi a mangiarlo in un ristorante, magari con l’imbarazzo di non saperlo mangiare (e veder volare pezzi di carapace nel tavolo accanto). Ed è un vero peccato, perché il granciporro è uno dei piatti più goduriosi che esistano!

  3. Segreteria Ironica ha detto:

    In pieno stile blog Gianni goduria allo stato puro! Grazie per avermi fatto conoscere i piatti della tradizione della tua terra 😉

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